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Why squat?

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Why squat? Perché lo squat è un movimento di tutto il corpo che apporta benefici ben oltre la sua semplice esecuzione che va distinta da: alzarsi e sedersi da una sedia immaginaria! Per apprezzare i risultati che derivano da questo “sempliceesercizio bisogna realizzare e porre in essere tutte le indicazioni che ci vengono impartite dal nostro istruttore prima e da noi stessi poi, una volta che le abbiamo ben assimilate. Consentiamo così ai nostri muscoli, ossa e articolazioni di muoversi in sinergia favorendo così gli uni il buon funzionamento degli altri.

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Ecco perché riteniamo lo squat emblema del nostro logo: per la sua dignità di movimento completo. Lo stato di benessere che deve essere sempre l’obiettivo da porsi quando si fa “ginnastica” è rimasto lo stesso nei secoli da quando l’uomo ha imparato a camminare sulle sue gambe assumendo la posizione eretta.

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Ecco il problema che si verifica negli ultimi decenni: la sedentarietà! Altro che squat! Il massimo dell’esercizio fisico per molti di noi è: salgo in macchina, scendo dalla macchina, mi siedo al computer, mi alzo dal divano per andare ad “ispezionare” il frigorifero o la dispensa, mi risiedo sul divano davanti lo schermo della tv o del pc, mi rialzo per tornarci subito dopo con del “cibo spazzatura” da sgranocchiare, bevande gassate, magari anche alcoliche. In ultima, andare a letto per il “meritato” riposo. 

Torniamo all’utilità dello squat quando viene praticato in modo consapevole nell’insieme di un programma di esercizio fisico generale.  Le sue varianti, mezzo squat, squat frontale, con manubri, al multipower, con salto, sissysquat, o monoarticolare a corpo libero, producono benefici effetti attraverso l’attivazione della catena cinetica posteriore che si estende dalla cima della testa (occipite) alle dita dei piedi. Le altre catene (interna anteriore, del collo e brachiale) sono in sinergia con la catena posteriore. La catena cinetica posteriore risulta un punto debole per noi umani bipedi” perché abbiamo superato lo stato di “quadrupedi” e dobbiamo sostenere tutto il corpo solo con la forza delle nostre gambe. Ma attenzione però! I muscoli addominali poco funzionanti rendono la colonna dorsolombare un vero disastro, per non parlare della articolazione scapolomerale bilaterale. Lo sguardo poi deve essere sempre rivolto dritto dinanzi a sé, e il terzo occhio, quello del controllo e della potenza del nostro equilibrio psicofisico, deve comandare alla colonna di mantenersi eretta conservando le curvature fisiologiche cervico-dorso-lombari per evitare guasti alle <cerniere> e al buon funzionamento del sistema in toto.

Infine non dimentichiamo la <codina>. Così viene chiamato il coccige, cioè la parte terminale della colonna vertebrale.

La cultura indiana, chi pratica YOGA lo sa, lo ha da sempre chiamato “osso sacro”.

Ci siamo mai chiesti il perché?

Secondo l’antica tradizione della medicina orientale, che data millenni, nell’osso sacro risiede la KUNDALINI, l’energia spirituale propria di tutti gli essere umani che è in stretta relazione con tutto l’universo e ne fa un sistema unico.

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L’etimologia della parola squat non rende giustizia: accovacciarsi.

Fa pensare ad una posizione di difesa, quasi un ritirarsi in se, per evitare contatti con altri o per meglio difendersi dai pericoli esterni, a chiudersi a riccio proteggendo gli organi nobili situati nella gabbia toracica e nell’addome.

Accoccolarsi, accasciarsi, sinonimi di accovacciarsi, possono forse far pensare a qualcosa di più piacevole tipo riposare in una posizione infantile o meglio fetale.

Molto spesso vediamo bambini intenti ai loro giochi, accovacciarsi con un pastello in mano e un foglio di carta steso a terra. Ma gli adulti hanno perso questa capacità di assumere una posizione di relax così naturale sia nei momenti di riposo sia negli impegni lavorativi.

Pensare ad una riunione in una società di consulenza che si svolgesse interamente seduti a terra a gambe incrociate intorno ad un tavolino è cosa da...matti!!

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Se invece riflettiamo sulla posizione dei santoni indiani quando mail li abbiamo visti seduti su comode sedie, imbottite, reclinabili, riscaldate o refrigerate!

Ecco che allora la postura così distante da quella che la nostra fisiologia vorrebbe fosse mantenuta a lungo, come sedere a terra a gambe incrociate o allungate davanti a noi, spalle rilassate, schiena allineata, sguardo dritto... va a farsi friggere!

Abbasso la sedia allora ed evviva lo SQUAT!!

Almeno fino a quando non avremo ripreso il controllo su tutta la nostra catena cinetica globale.

 

Giulia Gatti, Medico tradizionale e del benessere dal 1980

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