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VITAMINA D: COSA DOBBIAMO SAPERE

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C’è una vitamina fondamentale e potenzialmente carente in ciascuno di noi: la Vitamina D.

I principali determinanti dei livelli di vitamina D sono l’esposizione solare e l’apporto dietetico. Per produrre la quantità di vitamina D necessaria al nostro organismo sono sufficienti 15 minuti al giorno di esposizione alla luce del sole, tuttavia le nostre abitudini sono cambiate, la vita all’aria aperta è più un’esigenza secondaria che una necessità; inoltre la luce solare che attiva maggiormente questa vitamina è quella che ogni dermatologo consiglierebbe caldamente di evitare (quello dalle 12.00 alle 15.00 da maggio a settembre).

La vitamina D è inoltre presente in limitate quantità nei cibi. La maggiore fonte è costituita dai grassi animali contenuti soprattutto nei pesci grassi (ad esempio il salmone), quantità minori sono presenti nelle uova, nel burro, nel latte e nei latticini. Negli USA e nel Nord Europa tale problema viene in parte ovviato dall’addizione di questa vitamina nei prodotti lattiero-caseari; al contrario ciò non avviene in Italia.

Tradizionalmente, la vitamina D è associata al benessere dell’osso. Essa favorisce non solo l’assorbimento del calcio a livello intestinale, ma modula inoltre l’omeostasi del tessuto osseo stesso. Livelli di vitamina D sierica bassi comportano un’accentuata mobilizzazione di calcio dall’osso e di conseguenza una fragilità ossea superiore.

È altresì noto che proprio questa vitamina è molto importante anche per altri aspetti.

Stimola la produzione di proteine muscolari ed è in grado attivare alcuni meccanismi essenziali per la contrazione muscolare. La carenza di vitamina D, soprattutto se protratta nel tempo, può portare a situazioni di vera e propria disabilità.

A livello extra-scheletrico regola la proliferazione cellulare, inoltre, potenzialmente, svolge un ruolo protettivo nei confronti di diverse patologie (psoriasi, neoplasie in particolare di prostata, colon, mammella).

In Italia la carenza di vitamina D è molto più grave di quello che si potrebbe immaginare. Uno studio risalente al 2003 ha dimostrato che quasi il 90% delle donne di età superiore ai 70 anni mostra livelli bassissimi della vitamina in esame; mentre uno studio del 2009 ha dimostrato come circa il 65 % della popolazione giovanile “sana” mostri un’ipovitaminosi D. Particolarmente a rischio è inoltre chi presenta una carnagione scura (e che quindi è più “resistente” all’attivazione da parte degli UVB).

Un buon livello di vitamina D nel nostro organismo influirà dunque sul nostro benessere fisico e le nostre prestazioni sportive non potrebbero che trarne giovamento!

Alimentazione sana e attività fisica saranno le basi per il raggiungimento dei nostri obiettivi!

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